Cooperazione internazionale della Svizzera: rapporto annuale 2011

Berna, Comunicato stampa, 31.05.2012

È fresco di stampa il rapporto annuale del 2011 sulla cooperazione internazionale della Svizzera, pubblicato congiuntamente dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO). Il rapporto illustra i principali risultati dell’impegno della Svizzera nel campo della lotta alla povertà e i contributi forniti alla riduzione dei rischi globali in un anno contrassegnato in particolare dalle rivolte popolari in Nord Africa e nel Medio Oriente.

Il rapporto del 2011 presenta un saggio dei risultati raggiunti e illustra il contributo della Svizzera alla risoluzione di problemi locali, regionali e globali. È arricchito di testimonianze personali che mettono concretamente in luce gli interventi realizzati dalla cooperazione internazionale. Le informazioni sull’impiego delle risorse finanziarie sono raccolte in un prospetto statistico inserito nel rapporto.

Dopo la flessione accusata nel 2010, nel 2011 l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) della Svizzera ha invece registrato una crescita, raggiungendo per la prima volta lo 0,46 per cento del reddito nazionale lordo (RNL) e attestandosi così a 2736 milioni di franchi svizzeri. L’aumento è imputabile soprattutto alle risorse aggiuntive concesse alla DSC e alla SECO in seguito alla decisione di aumentare l’APS allo 0,5 per cento dell'RNL entro il 2015, adottata dal Parlamento nella primavera 2011. 

L’APS bilaterale della Svizzera è ancora destinato in via prioritaria a Paesi e regioni a basso reddito e nel 2011 si è concentrato su Africa e Asia (36% dell’APS bilaterale). I Paesi in via di sviluppo e in transizione dell’America Latina e dell’Europa dell’Est hanno assorbito insieme il 13 per cento dell’APS bilaterale. 

Pur continuando a impegnarsi nella lotta alla povertà, negli ultimi anni la cooperazione internazionale della Svizzera si è parallelamente orientata in modo più accentuato sulla gestione dei rischi globali. Come sottolineano Martin Dahinden, direttore della DSC, e Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, segretaria di Stato e direttrice della SECO, nella prefazione al rapporto 2011, i mutamenti climatici, l’aggravarsi della scarsità delle risorse idriche e l’avanzare del degrado ambientale rischiano di compromettere le basi esistenziali di milioni di esseri umani. I risultati presentati nel rapporto comprovano che la DSC e la SECO impiegano efficacemente le risorse finanziarie stanziate, ottenendo benefici concreti nella gestione di queste sfide. 

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