La presidente della Confederazione a Tunisi all

Berna, Comunicato stampa, 27.09.2011

Al fine di rafforzare e coordinare al meglio il sostegno internazionale alle trasformazioni politiche e sociali della Tunisia dopo il crollo del regime di Ben Ali, è stata creata la task force UE-Tunisia. Il 28 settembre 2011, la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey rappresenterà la Svizzera al primo incontro della task force, sottolineando nel suo intervento la disponibilità della Svizzera a restituire in tempi rapidi al popolo tunisino i fondi illegali bloccati di personalità appartenenti al regime di Ben Ali.

L'incontro, che si terrà il 28 e 29 settembre 2011 a Tunisi, è stato voluto dal primo ministro tunisino Beji Caid Essebsi e da Catherine Ashton, Alta rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e vicepresidente della Commissione europea, e vedrà la partecipazione di alti rappresentanti dei Paesi dell'UE, degli istituti finanziari internazionali e del settore privato. 

Questa conferenza di due giorni ha lo scopo di sottolineare la volontà degli attori internazionali a impegnarsi a lungo termine a livello politico ed economico in Tunisia e nel Mediterraneo meridionale. Si dovranno chiarire le necessità della Tunisia in questa fase e potenziare e coordinare meglio l'impegno internazionale al fine di ottenere la massima efficienza del sostegno ai processi di transizione.   

Poco dopo la caduta di Ben Ali, la Svizzera è stata il primo Paese al mondo a bloccare i valori patrimoniali delle personalità appartenenti al regime, per un importo complessivo di circa 60 milioni di franchi. «La restituzione dei fondi illegali ha per noi la priorità assoluta ed è un elemento centrale del sostegno che la Svizzera desidera offrire al processo di trasformazione in Tunisia», ha affermato la presidente della Confederazione Calmy-Rey a margine della Conferenza.  

Nel quadro di varie missioni di esperti la Svizzera collabora strettamente con le autorità giudiziarie tunisine. «La Svizzera è uno Stato di diritto», ha sottolineato la presidente della Confederazione Calmy-Rey, aggiungendo: «Per una restituzione dei fondi conforme alla legge, la provenienza illecita degli stessi deve essere provata in un procedimento penale. Per questa ragione abbiamo bisogno dell'appoggio delle autorità tunisine.» 

Il Consiglio federale sostiene i processi di transizione in tutta la regione del Nordafrica, attraversata dalla Primavera araba. Lo scopo è, in stretta collaborazione con le autorità locali dei Paesi interessati, di promuovere la creazione di strutture democratiche e costituzionali e un'economia di mercato efficiente. Oltre alla restituzione di valori patrimoniali sottratti illegalmente, altri punti centrali della strategia per il Nordafrica sono la cooperazione economica, la creazione di posti di lavoro e la formazione dei giovani, il consolidamento dello Stato di diritto e vari progetti nel campo della migrazione, come ad esempio la tutela dei rifugiati e dei migranti in loco.


Informazioni supplementari:

Impegno della Svizzera in Nordafrica
Blocco di averi nel 2011


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