Giornata internazionale delle persone disabili

Berna, Comunicato stampa, 05.12.2011

Appello della Presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey

Care concittadine, cari concittadini, 

Il 3 dicembre 2011 in Svizzera e nel mondo intero si celebra la Giornata internazionale delle persone disabili. Con questa iniziativa s'intende sostenere il diritto delle persone con disabilità a partecipare attivamente e in modo paritario a ogni aspetto della vita sociale. 

Nel nostro Paese, questi diritti sono ancorati nella Costituzione federale, segnatamente nella legge sui disabili. Dal 2004, anno della sua entrata in vigore, a oggi ho potuto constatare sostanziali miglioramenti, ma bisogna continuare ad abbattere le barriere che ancora incontrano le persone disabili. È essenziale esprimere loro il dovuto riconoscimento per il contributo fornito alla vita della nostra società. In Svizzera le persone disabili sono circa un milione, nel mondo 650 milioni, e i loro bisogni non possono essere ignorati. 

Quest'anno la Giornata internazionale delle persone disabili si celebrerà all'insegna del motto «Il lavoro è un diritto fondamentale». Tutti sappiamo quanto un'attività lavorativa sia determinante per un'integrazione sociale. E se vogliamo dimostrarci all’altezza della nostra Costituzione, maggiore è il benessere dei membri più deboli della nostra società, maggiori sono le nostre forze. La Svizzera deve quindi adottare le misure necessarie affinché le persone con disabilità possano vivere autonomamente.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità garantisce il rispetto del diritto al lavoro non discriminatorio e promuove «la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri». Sul piano internazionale, questo è un testo pionieristico per il riconoscimento delle persone disabili e l'applicazione dei loro diritti, il cui scopo è quello di porre fine alla discriminazione delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita quotidiana e garantire loro il pieno godimento dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali. La Convenzione è pertanto il primo strumento universale di diritto che applica i diritti dell'uomo già esistenti alla situazione di vita delle persone disabili e considera la disabilità un elemento dignitoso della diversità della vita umana. È un documento che intende superare la connotazione negativa di «disabilità», ancora molto diffusa in molti Paesi e presso molte persone.

Nonostante ciò, la strada per attuare questo cambiamento rimane lunga. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata già da 107 Stati, è uno strumento il cui scopo coincide con quello sancito dalla legislazione svizzera in merito alle pari opportunità delle persone disabili. 

In quest'ottica, nella primavera del 2011 il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione sull'adesione alla Convenzione. La maggior parte dei partecipanti alla procedura si è dichiarata favorevole alla proposta del Consiglio federale di firmare la Convenzione, sebbene le valutazioni e le aspettative legate alla ratifica divergano a seconda del punto di vista dei singoli partecipanti. Alla luce di questa consultazione, il Consiglio federale dovrà decidere quali passi intraprendere per ratificare al più presto la Convenzione.

Molti di noi hanno il privilegio, sebbene effimero, di non avere disabilità. Ratificando la Convenzione delle Nazioni Unite avremmo la possibilità di non dimenticare che i bisogni delle persone disabili meritano l’attenzione dell’intera società. Le pari opportunità non devono restare delle parole all'interno di una legge, bensì devono essere concretizzate. Sottoscrivendo la Convenzione, la Svizzera darebbe un chiaro segnale politico alle persone la cui vita è resa più complicata dalla disabilità. Porgendo loro la mano, dimostreremmo riconoscenza per il loro dignitoso e instancabile impegno.


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Micheline Calmy-Rey


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