Conferenza dell’ONU sul clima: prima settimana senza progressi significativi

Berna, Comunicato stampa, 02.12.2011

Durante la prima settimana della Conferenza dell’ONU sul clima, in corso a Durban, in Sudafrica, i delegati di oltre 190 Paesi non hanno compiuto progressi significativi. I Paesi che hanno sottoscritto il Protocollo di Kyoto, gli Stati Uniti e i Paesi emergenti e in via di sviluppo si sono irrigiditi sulle loro rispettive posizioni.

Come previsto, la prima settimana di negoziati della Conferenza dell'ONU sul clima a Durban si è rivelata difficile. «Le posizioni si sono irrigidite dall'ultima conferenza preparatoria dello scorso autunno a Panama», afferma Franz Perrez, capo della delegazione negoziale svizzera. Attualmente, le posizioni assunte dai Paesi industrializzati, dagli Stati Uniti, dai Paesi emergenti e dai Paesi in via di sviluppo non lasciano intravedere alcuna base negoziale comune.

Al centro dei negoziati, in corso da lunedì 28 novembre 2011, vi è la questione dell'architettura del futuro regime climatico. Si tratta in particolare di stabilire se, e a quali condizioni, il Protocollo di Kyoto può essere prorogato e se è possibile raggiungere un accordo che impegni in modo giuridicamente vincolante i grandi emettitori di gas serra a ridurre le proprie emissioni. La Svizzera darà seguito alle misure di riduzione decise nel quadro della revisione della legge sul CO2 attualmente in corso. Secondo il mandato conferito il 16 novembre 2011 dal Consiglio federale per la Conferenza di Durban sul clima, l'assenso della Svizzera alla proroga del Protocollo di Kyoto sarà subordinato all'impegno concreto che gli altri Paesi industrializzati, fra cui gli Stati Uniti  e i Paesi emergenti Cina, Brasile e India saranno disposti ad assumere.

La Svizzera si adopera inoltre affinché diventi operativo il Fondo per il clima approvato a Copenhagen. Detto fondo rappresenta una parte dei finanziamenti promessi, che dal 2020 comprenderanno fondi pubblici e privati pari a 100 miliardi di dollari, destinati a finanziare la riduzione delle emissioni di gas serra, l'adattamento ai cambiamenti climatici e il trasferimento di tecnologie. Al momento, i negoziati incontrano difficoltà anche in questo ambito.

Doris Leuthard: a Durban a metà della seconda settimana

Dopo i negoziati tecnici della prima settimana, a partire dalla metà della seconda settimana è previsto il segmento ministeriale. I ministri cercheranno di trovare delle risposte alle questioni ancora irrisolte e di adottare le decisioni necessarie per rilanciare, nonostante le difficili premesse, il negoziato internazionale sui cambiamenti climatici. Al segmento ministeriale la Svizzera sarà rappresentata dalla responsabile del DATEC Doris Leuthard, presente a Durban il 7 e l'8 dicembre 2011. Il suo programma di lavoro prevede tra l'altro diversi incontri bilaterali con altri ministri e l'intervento all'assemblea planaria l'8 dicembre 2011.

Al segmento ministeriale parteciperà anche il direttore dell'UFAM Bruno Oberle, cui il Consiglio federale ha conferito il titolo di Segretario di Stato per la durata della Conferenza sul clima e che rappresenterà la Svizzera fino al termine della Conferenza (presumibilmente sabato 10 dicembre 2011).


Informazioni supplementari:

Focus dell'UFAM: 17a Conferenza dell’ONU sul clima a Durban


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