Partnership globale per una maggiore efficienza nella cooperazione allo sviluppo

Berna, Comunicato stampa, 29.11.2011

L'incremento dell'efficienza nella cooperazione allo sviluppo è il tema di una conferenza internazionale apertasi oggi nella città sudcoreana di Busan, cui partecipa anche una delegazione svizzera della DSC guidata dal suo direttore Martin Dahinden. I rappresentanti dei governi, della società civile e dell'economia privata dei Paesi finanziatori e fruitori della cooperazione allo sviluppo intendono suggellare una nuova partnership per aumentare l'efficienza e l'incisività della loro azione in questo importante settore.

La Conferenza di Busan, prevista dal 29 novembre al 1° dicembre, offre alla delegazione svizzera, guidata dal responsabile della Direzione dello sviluppo e della cooperazione Martin Dahinden e composta da membri della DSC, della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), da una rappresentante del Parlamento e da una delle istituzioni di soccorso svizzere, l'opportunità di parlare delle proprie esperienze illustrando i punti fondamentali di progetti già felicemente realizzati in Nicaragua e nel Nepal. La Svizzera appoggia la dichiarazione della Conferenza di Busan. Dalla Dichiarazione di Parigi (2005) la Svizzera riveste a livello internazionale un ruolo attivo nella cooperazione allo sviluppo concertata, che vuole ora rafforzare con l'obiettivo primo di ridurre la povertà, in particolare in Paesi partner e in regioni instabili come il Nord Africa e l'Africa centrale.  

La Repubblica di Corea, che ospita la Conferenza, si è trasformata in pochi decenni da una delle nazioni più povere in via di sviluppo in una delle economie più dinamiche e avanzate del mondo, passando da Paese fruitore a Paese finanziatore. Il suo esempio rappresenta il risultato concreto di una cooperazione internazionale efficace e coordinata.

La Repubblica di Corea organizza l'attuale Conferenza anche per rendere accessibili alle altre nazioni le sue personali esperienze. All'inizio la cooperazione allo sviluppo veniva gestita in particolare dai Paesi industrializzati dell'Occidente. L'attività di coordinazione era più semplice, perché tutti perseguivano gli stessi interessi e avevano una visione condivisa degli obiettivi da raggiungere. Negli ultimi anni questa situazione è radicalmente mutata. Nazioni emergenti come Cina, Brasile e India investono risorse enormi nella cooperazione allo sviluppo, non limitandosi a garantire un supporto finanziario, ma fissando anche obiettivi ai Paesi partner. Ad esse si aggiungono importanti fondazioni private che introducono nuove finalità e forme di collaborazione. 

Per rispondere a queste sfide la Conferenza di Busan punta a concludere una partnership che coinvolga i nuovi attori e definisca i criteri di una cooperazione efficace nei Paesi in via di sviluppo. A Busan si assisterà per la prima volta all'avvio di un dialogo strutturato tra Paesi finanziatori e Paesi fruitori, il cui obiettivo è creare una base comune che garantisca una migliore coordinazione caratterizzata da un presupposto fondamentale: il successo dello sviluppo dipenderà esclusivamente dalla capacità dei governi e della società civile dei Paesi fruitori di definire le proprie priorità e di riconoscere l'importanza del settore privato come forza trainante. La Conferenza di Busan si riallaccia a precedenti incontri internazionali in cui sono stati definiti i criteri del tradizionale aiuto allo sviluppo nord-sud.  

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