La Svizzera chiede il rilascio di tutti i prigionieri politici nel Myanmar

Berna, Comunicato stampa, 15.05.2009

Il governo Svizzero è seriamente preoccupato per il deterioramento dello stato di salute di Daw Aung San Suu Kyi e per il suo trasferimento in carcere. La Svizzera chiede al Myanmar il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici nel Paese, inclusa Daw Aung San Suu Kyi.

Il rispetto dei diritti umani è una condizione essenziale per il raggiungimento dello Stato di diritto, della riconciliazione nazionale e della democrazia. Il governo Svizzero è seriamente preoccupato per il fatto che i civili continuano a essere arrestati e imprigionati nell’Unione del Myanmar a causa del semplice esercizio pacifico dei diritti di libertà di espressione, di associazione e di riunione o soltanto a causa delle loro pacifiche attività politiche. La Svizzera disapprova il fatto che il numero di prigionieri politici sia aumentato negli ultimi due anni e che attualmente ve ne siano oltre 2000. Questa prassi costituisce una grave violazione dei diritti umani e si ripercuote negativamente sulla pace e sulla riconciliazione nazionale nel Myanmar. 

Alcuni anni fa il governo Svizzero ha appreso con interesse l’annuncio del processo di democratizzazione. Tuttavia, nonostante la recente adozione di una costituzione e l’organizzazione di elezioni previste nel 2010, la Svizzera è profondamente amareggiata poiché il Myanmar non ha rispettato i piani previsti con misure convincenti e volte a rafforzare e sostenere la sua credibilità.

Il governo Svizzero chiede pertanto al governo del Myanmar di cooperare in modo serio e sistematico con le Nazioni Unite al fine di migliorare il rispetto dei diritti umani nel Paese.


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