Il DFAE invita nuovamente tutte le parti in conflitto nello Sri Lanka a porre immediatamente fine alle ostilità e a rispettare il diritto internazionale umanitario

Berna, Comunicato stampa, 21.04.2009

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è fortemente preoccupato per la situazione umanitaria nello Sri Lanka. La mancanza di rispetto delle norme umanitarie nel Nord dello Sri Lanka ha provocato numerose vittime e mette in pericolo la vita di migliaia di civili presi fra due fuochi. Il DFAE lancia dunque un appello urgente a tutte le parti affinché rispettino il diritto internazionale umanitario e mettano fine alle ostilità.

Appello delle autorità svizzere a tutte le parti 

Profonda preoccupazione per la situazione umanitaria

1. Quale Stato Parte alle Convenzioni di Ginevra e ai relativi Protocolli aggiuntivi, la Svizzera s'impegna a rispettare e a far rispettare il diritto internazionale umanitario.

2. La Svizzera esprimere profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria nello Sri Lanka. Deplora il numero già considerevole di vittime civili causate dal mancato rispetto del diritto internazionale umanitario, in particolare dall'uso indiscriminato e sproporzionato della forza. Esprime seria preoccupazione per la sorte di migliaia di sfollati interni, rimasti intrappolati nei combattimenti nel Nord dello Sri Lanka, e ricorda che le operazioni militari devono essere condotte prendendo tutte le precauzioni possibili per evitare perdite in vite umane nella popolazione civile, il ferimento di civili e danni ai beni di carattere civile che potrebbero essere causati incidentalmente.

Diritto internazionale applicabile ai conflitti armati non internazionali

3. Il diritto internazionale umanitario è applicabile ai conflitti armati non internazionali. Pertanto, tutte le parti in conflitto devono rispettarne le norme in ogni circostanza, comprese quelle concernenti la protezione delle popolazioni civili e quelle concernenti la gestione delle ostilità. Poiché il diritto internazionale umanitario tiene conto delle legittime necessità di sicurezza e di quelle di carattere militare, tutte le sue norme vanno rispettate senza eccezione.

4. La legislazione internazionale in materia di diritti dell'uomo rimane applicabile durante i conflitti armati.

Appello al rispetto delle norme internazionali

5. La Svizzera invita tutte le parti a rispettare e a far rispettare il diritto internazionale umanitario in ogni circostanza e a prendere le misure necessarie per prevenire e far cessare le violazioni del diritto internazionale umanitario.

6. In particolare, la popolazione civile e i beni civili devono essere rispettati e protetti. Tutte le parti sono soggette all'obbligo di rispettare i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione. Inoltre, il diritto internazionale umanitario vieta l'uso indiscriminato della forza e gli atti terroristici in qualsiasi momento e senza eccezione. Sono vietati anche gli atti di violenza contro i civili come gli attacchi diretti o le sparizioni forzate. Gli atti che equivalgono a una presa di ostaggi e l'uso della popolazione civile per mettere obiettivi militari al riparo degli attacchi o per dissimulare operazioni militari sono parimenti vietati.

7. Le persone che non partecipano direttamente alle ostilità devono essere trattate con umanità e senza alcuna discriminazione.

8. La Svizzera invita tutte le parti in conflitto a garantire un accesso umanitario rapido e senza ostacoli alla popolazione nel bisogno. Inoltre, le parti sono soggette all'obbligo di rispettare e di proteggere in ogni momento gli immobili e le unità mediche mobili dei Servizi Medici. Le istallazioni e le operazioni sanitarie dell'aiuto umanitario sul terreno, compreso il libero passaggio delle ambulanze e del personale sanitario, devono essere rispettate in ogni circostanza.

9. La Svizzera invita tutte le parti in conflitto a facilitare le attività del Comitato Internazionale della Croce Rossa, delle agenzie delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni umanitarie attive nello Sri Lanka e in particolare nel Vanni. La Svizzera ricorda alle parti in conflitto l'obbligo di facilitare le operazioni di soccorso, di garantire un accesso rapido e senza ostacoli agli operatori umanitari e di garantirne la sicurezza.

10. La Svizzera ricorda le responsabilità delle Autorità dello Sri Lanka per quanto riguarda il diritto internazionale umanitario e i diritti dell'uomo, in base ai quali sono tenute a condurre inchieste sulle presunte violazioni e a far comparire davanti alla giustizia le persone sospettate di essere incorse in violazioni del diritto internazionale.

Appello a porre fine al conflitto e a costruire la pace

11. La Svizzera invita tutte le parti a porre immediatamente fine alle ostilità.

12. La Svizzera sottolinea che il rispetto del diritto internazionale è essenziale per migliorare la situazione umanitaria sul terreno e per conseguire una pace e una riconciliazione giuste e durature.

13. La Svizzera richiama le autorità competenti a migliorare al più presto la situazione nei campi di accoglienza, finora chiusi, conformemente agli standard umanitari riconosciuti internazionalmente, nonché la cooperazione con le istituzioni internazionali.

14. La Svizzera invita le autorità a intraprendere e a comunicare piani e provvedimenti atti a favorire il reinsediamento degli sfollati interni, nonché a prevedere, come compito urgente, lo sminamento umanitario delle zone dei combattimenti.

16.  La Svizzera invita tutte le parti coinvolte a volersi astenere dall'incitare all'odio e ad operare a favore della riconciliazione mediante misure unilaterali o concordate. La Svizzera estende questo invito a tutte le parti, direttamente o indirettamente implicate nel conflitto, affinché cooperino in maniera aperta e inclusiva, in accordo con le istituzioni internazionali, per porre fine al conflitto mediante la negoziazione e risolvere così le controversie nell'ambito di una soluzione politica.16. La Svizzera ricorda la sua disponibilità a prestare i propri buoni uffici nel settore dell’aiuto umanitario, della protezione umanitaria e del dialogo politico ai fini della riconciliazione e dell’elaborazione di soluzioni istituzionali a favore della protezione delle minoranze e della decentralizzazione.


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