Formazione professionale in Tunisia – Obiettivo impiego

Progetto concluso
Quattro giovani impiegati in un’«azienda di pratica commerciale» in posa con i loro certificati di lavoro.
Il progetto della DSC permette ad alcuni giovani in possesso di un diploma universitario e alla ricerca di un impiego di effettuare stage all’interno di alcune «aziende di pratica commerciale». © Swisscontact © Swisscontact

Fattore determinante nelle rivoluzioni che hanno scosso i Paesi del Nord Africa nel 2011, la disoccupazione dei giovani dipende dalla loro difficile impiegabilità sul mercato del lavoro. Un progetto della DSC punta a sviluppare la formazione professionale in Tunisia. I giovani laureati in particolare hanno così l’opportunità di acquisire competenze pratiche nel corso di stage effettuati all’interno di «aziende di pratica commerciale». Visti i risultati positivi ottenuti, l’intervento della Svizzera è stato prorogato fino al 2020.

  

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Tunisia
Impiego & sviluppo economico
Formazione professionale
Creazione di occupazione
Formazione professionale
Sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI)
15.07.2012 - 31.12.2015
CHF 3'150'000
Khaled Ben Salem, 25 anni, al lavoro davanti al suo computer
Khaled Ben Salem fa parte dei 125 giovani diplomati formati dal marzo 2014 dalle due aziende di pratica commerciale finanziate dalla DSC in Tunisia. © DSC

La disoccupazione dei giovani resta uno dei problemi principali della Tunisia, un problema che mette a rischio la coesione sociale e il processo di transizione democratica. Nei governatorati più poveri e in certe fasce della popolazione, tra cui i giovani diplomati e le donne, il tasso di disoccupazione sfiora il 50%.

Alcuni settori dell’economia non offrono un numero sufficiente di posti di lavoro. Ma da parte loro le persone che cercano lavoro non hanno sempre le caratteristiche adeguate ai posti disponibili. I giovani diplomati spesso non dispongono delle qualifiche richieste dai datori di lavoro. La DSC tenta di far fronte a queste difficoltà attraverso un progetto di potenziamento della formazione professionale in Tunisia.

Ridurre il tasso di disoccupazione

Il progetto si affianca a iniziative parallele della DSC che puntano alla creazione di posti di lavoro. Uno dei tre campi di intervento previsti dal programma svizzero per il Nord Africa 2011-2016 è lo «sviluppo economico» dei Paesi del Maghreb.

Per il progetto «Formazione professionale in Tunisia» sono stati definiti tre obiettivi prioritari:

  • ridurre il tasso di disoccupazione accrescendo l’impiegabilità e lo spirito imprenditoriale dei giovani diplomati;
  • contribuire a migliorare l’immagine della formazione professionale in Tunisia;
  • rafforzare i partenariati e le sinergie tra partner pubblici e privati affinché i programmi di formazione siano in grado di rispondere alle richieste del mercato del lavoro.

Messo in atto dall’organizzazione Swisscontact con l’appoggio del ministero tunisino della formazione professionale e dell’impiego (MFPE), il progetto intende contribuire alla trasformazione del sistema della formazione professionale, attualmente poco interessante e scarsamente orientato alle esigenze del settore privato.

Metodi pedagogici migliori e offerte di specializzazione

Ai giovani tunisini sono proposti vari corsi di perfezionamento e inserimento professionale. Alcuni sono invitati a seguire formazioni tecniche con un approccio pratico nei centri di formazione esistenti, e in questo caso il progetto cerca di migliorare la qualità dell’insegnamento. Dal 2012 sono una settantina i formatori all’interno delle imprese che hanno appreso metodi pedagogici innovativi.

Sono invece 315 i tunisini (di cui il 66% donne) provenienti da regioni svantaggiate del Paese che hanno beneficiato di formazioni mirate per avviare o sviluppare attività ad alto valore aggiunto. L’allevamento di quaglie, la potatura della vite o la tecnica di gestione di progetti agricoli fanno parte delle specializzazioni tra cui è possibile scegliere. Le formazioni mirano a ottenere risultati immediati, rafforzano il tessuto economico locale e stimolano la creazione di micro-imprese.

Dalla teoria alla pratica

Chi ha un diploma universitario e intende seguire una formazione commerciale ha la possibilità di essere reclutato in una delle due «aziende di pratica commerciale», o ACP, create finora in Tunisia nell’ambito del progetto della DSC (ELAN e Pro Evolution Skills). Le ACP hanno la particolarità di funzionare come imprese reali, ma di commercializzare solo prodotti e servizi virtuali all’interno di una rete di scambi mondiale.

L’idea è quella di offrire ai giovani selezionati un’esperienza di immersione professionale «reale» per consentire loro di sviluppare le competenze sociali e professionali indispensabili a un futuro reclutamento sul mercato del lavoro: lavoro in gruppo, puntualità, dimestichezza con le attività commerciali, lingue ecc. «A ELAN ho scoperto procedure e metodi di lavoro che non si imparano all’università ma che sono essenziali per muoversi a proprio agio nel mondo del lavoro», dice Ameni Ben Rejeb, 22 anni, assunto nel settembre 2014 da una società industriale della periferia sud di Tunisi. Khaled Ben Salem, 25 anni, racconta un’esperienza analoga: «armato del mio diploma immaginavo la vita professionale come qualcosa che andava da sé. Ma il mio periodo presso Pro Evolution Skills mi ha insegnato a organizzare meglio il mio tempo di lavoro, a rispettare le scadenze, a gestire la relazione con il clienti e le loro molteplici e incessanti richieste di modifiche…»

Know-how svizzero

Come per l’approccio duale in materia di formazione professionale, la Svizzera ha una lunga esperienza nel campo delle imprese virtuali. L’organizzazione Helvartis, che ha sede a La Chaux-de-Fonds, gestisce in Svizzera una rete formata da una sessantina di strutture simili che si ispirano a progetti pilota lanciati già alla metà del 20° secolo. In collaborazione con la DSC, Swisscontact, il MFPE e la Confédération des entreprises citoyennes de Tunisie (CONECT), Helvartis ha contribuito al lancio e alla certificazione delle due APC, ELAN e Pro Evolution Skills, nella capitale, Tunisi. Dal marzo 2014 queste due aziende hanno selezionato e formato 125 giovani diplomati, due terzi dei quali donne. Oltre alla formazione e alla possibilità di ottenere un certificato di lavoro alla fine della loro attività temporanea, gli impiegati di ELAN e Pro Evolution Skills ricevono un piccolo salario.

La formula prevede che alcune imprese «madrine» sostengano le APC permettendo loro di utilizzare cataloghi di prodotti e loghi. In cambio, queste ultime hanno a portata di mano professionisti altamente qualificati e già abituati alle regole del lavoro all’interno di un’impresa.

Il tasso di inserimento professionale degli ex impiegati di ELAN e Pro Evolution Skills (84%) conferma l’importanza di questi impieghi temporanei che permettono ai giovani di crescere. «La mia attività presso Pro Evolution Skills mi ha fatto riscoprire cose che credevo di aver perduto, come la fiducia in me stesso e la capacità di avere aspirazioni professionali», dice Abir Allouch, assunto in seguito come grafico da una società di comunicazione.

In un’economia come quella tunisina caratterizzata da un settore terziario in piena espansione, e dove i giovani laureati arrivano ogni anno a migliaia sul mercato del lavoro, le APC riempiono una lacuna strategica nella catena di formazione. A medio termine si prevede che altre aziende «concorrenti» si affianchino a ELAN e Pro Evolution Skills.

Prorogato fino al 2020, il progetto della DSC verrà esteso a quattro nuove regioni del Paese. I principali beneficiari saranno i giovani dei governatorati svantaggiati di Kasserine, Sidi Bouzid, Siliana, Médenine e Tataouine come pure delle zone costiere interessate dalla crisi del settore turistico dovuta agli attentati terroristici che hanno colpito la Tunisia nel 2015 (Sousse e Mahdia).