Ucraina: un numero minore di Comuni ma più efficaci

Progetto concluso
Tre esperti di un ufficio regionale di sostegno alla decentralizzazione in Ucraina partecipano a un corso di formazione a Kiev nel novembre 2015.
Esperti degli uffici regionali di sostegno alla riforma di decentralizzazione durante una formazione a Kiev nel novembre 2015. © Consiglio d'Europa

Il progetto «Decentralizzazione e consolidamento territoriale in Ucraina» offre un sostegno tecnico e pratico alle autorità ucraine nell'attuazione della riforma di decentralizzazione che mira in particolare alla fusione dei Comuni. A lungo termine la riforma deve permettere alle municipalità di essere più efficaci e di fornire servizi pubblici di qualità ai loro cittadini.   

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Ucraina
Governance
Decentralizzazione
Partecipazione democratica e società civile
01.09.2015 - 31.12.2017
CHF 2'400'000

La riforma di decentralizzazione fa parte dell'agenda politica dell'Ucraina da molti anni. Il Governo in carica dal 2014 sembra tuttavia determinato a darle un nuovo slancio conferendo più potere e risorse a livello regionale e locale. Nell'aprile del 2014 ha adottato la «Strategia di governance locale e distribuzione territoriale del potere», che definisce il quadro e il calendario del processo.

La riforma di decentralizzazione resta comunque complessa dal punto di vista tecnico e sensibile da quello politico. La frammentazione del territorio ucraino, con circa 12'000 governi locali, complica il compito. Una tale dispersione delle risorse e una quasi assenza di cooperazione intercomunale portano a situazioni paradossali, come la sovrabbondanza d’infrastrutture scolastiche o sportive con prestazioni mediocri.

Per eliminare o per lo meno ridurre queste disfunzioni, la riforma di decentralizzazione è accompagnata da un vasto processo di fusione dei Comuni e di razionalizzazione delle prestazioni che la DSC sostiene attraverso il progetto «Decentralizzazione e consolidamento territoriale in Ucraina». Tale progetto fa parte del «Piano d'azione per l'Ucraina 2015-2017» del Consiglio d'Europa, la cui missione consiste nel promuovere i diritti umani, lo Stato di diritto e la democrazia.

Cooperazione rafforzata

Il successo della riforma di decentralizzazione e del processo di consolidamento territoriale dipende molto da una comunicazione e una cooperazione efficaci tra le autorità nazionali e i partner regionali e locali. La DSC sostiene l'istituzione e il funzionamento dell'Ufficio centrale di coordinamento delle riforme e dei 24 uffici regionali. In seno a questi uffici sono integrati esperti che sono già stati reclutati e hanno seguito una formazione sulle esperienze fatte in Europa in materia di fusione di Comuni e di meccanismi di finanziamento dell'Unione europea, accessibili alle autorità locali e regionali in Ucraina.

Gli uffici regionali consentono di informare la popolazione sulla riforma e aiutano le autorità locali e regionali ad attuarla. Trasmettono inoltre le inquietudini, le questioni e i bisogni degli attori locali e regionali (eletti, imprese, rappresentanti della società civile ecc.) al Governo centrale.

Sostegno tecnico e pratico

Una seconda componente del progetto si concentra più direttamente sulla riforma territoriale. Le autorità ucraine beneficiano di un’assistenza tecnico-giuridica per elaborare leggi e regolamenti strategici complementari per la riforma territoriale. Viene promossa la condivisione di esperienze con gli omologhi europei. Nel settembre 2015 vari parlamentari e membri del Governo ucraino si sono recati, per esempio, in Francia per una visita di studio.

Le autorità locali non sono dimenticate, soprattutto nell'applicazione concreta della riforma e ricevono anche sostegno, in particolare sotto forma di consigli pratici, formazioni e scambio di buone pratiche.

159 nuovi Comuni

Finora gli uffici regionali si sono concentrati sull'attuazione della legge sulla «fusione volontaria dei Comuni», che promuove la fusione dei Comuni permettendo alle nuove entità così create di beneficiare di mezzi finanziari supplementari. Adottata nel 2015, questa legge ha già avuto effetti incoraggianti visto che il 7% dei Governi locali si è già fuso con alcuni Comuni vicini. Durante le elezioni locali dell’ottobre 2015, 159 Comuni appena aggregati, ripartiti in precedenza in 793 municipalità, hanno eletto i loro rappresentanti.