Ricostruire le amministrazioni e promuovere il dialogo e la fiducia in Ucraina

Progetto concluso
Carta della Ucraina
Il progetto del PNUS, sostenuto dalla DSC, mira tra l’altro a promuovere la pace e la coesione sociale nell’Ucraina orientale. © DFAE

La DSC sostiene un progetto delle Nazioni Unite nei distretti amministrativi Luhansk e Donetsk colpiti dal conflitto che sono sotto il controllo del Governo statale. L’obiettivo è ricostruire le amministrazioni locali e sostenere il dialogo tra i vari attori per rafforzare la coesione sociale. Si tratta della prima grande iniziativa internazionale per la ricostruzione del Donbas nell’Ucraina orientale.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Ucraina
Conflitto & fragilitá
Prevenzione dei conflitti
10.02.2015 - 30.06.2018
CHF 1'500'000

Nella primavera del 2014 la crisi politica in Ucraina si è inasprita. Nell’Est del Paese si sono verificati scontri armati tra le forze separatiste filo-russe e il Governo centrale di Kiev. Dallo scoppio dei combattimenti a oggi si contano oltre 5000 morti, mentre circa 2,5 milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case e a rifugiarsi in altre parti del Paese o a fuggire verso i Paesi vicini. Il conflitto nella regione del Donbas non solo mette in pericolo la coesione del Paese e provoca grandi sofferenze umane, ma ha ripercussioni devastanti anche sulle infrastrutture e sull’economia locali.

In collaborazione con l’agenzia statale svedese di sviluppo Swedish International Development Cooperation (SIDA), la DSC finanzia il progetto «Restoration of Governance and Reconciliation in Crisis-Affected Communities of Ukraine» del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP/PNUS). Il contributo della Svizzera ammonta a circa 1,5 milioni di CHF, mentre la Svezia partecipa con un importo di quasi 1,2 milioni di CHF. Il progetto ha una durata di tre anni ed è parte di un programma del PNUS approvato all’inizio del 2014 che mira a sostenere le regioni dell’Ucraina orientale colpite dal conflitto.

Consolidare le amministrazioni locali, promuovere la fiducia e la coesione sociale

La regione destinataria del progetto comprende quindici città e quattro villaggi, per un totale di circa 1,1 milioni di abitanti, nelle regioni dell’Ucraina orientale colpite dal conflitto ma controllate dal Governo statale.

Il progetto persegue tre obiettivi principali:

  • creare strutture amministrative locali efficienti e vicine ai cittadini
  • sostenere processi partecipativi di riconciliazione e di consolidamento della pace
  • promuovere la fiducia e la coesione sociale tra i vari attori della società e le autorità comunali

Le attività intraprese per realizzare questi obiettivi sono molteplici. Con la creazione dei cosiddetti consigli pubblici si mira a promuovere lo scambio tra le autorità e la società civile. È stato creato un gruppo Facebook chiamato «Consigli pubblici del Donbas». Accessibile a tutti, questo gruppo propone, tra l’altro, informazioni pratiche riguardanti l’attuazione, la gestione e il funzionamento dei consigli pubblici.

Inoltre sono previsti uffici di consulenza ai cittadini che offrono alla popolazione locale informazioni generali, consultazioni in casi di emergenza, sostegno psicosociale e consulenza giuridica.

Elaborare strategie di comunicazione, promuovere la tolleranza nelle scuole

Per favorire la riconciliazione e la pace nell’area del conflitto, il progetto comprende anche l’elaborazione di strategie di comunicazione sensibili ai conflitti e al genere nonché un’apposita formazione per i giornalisti e la promozione della tolleranza nelle scuole. 

L’ulteriore sviluppo delle competenze personali attraverso formazioni specifiche e manifestazioni tematiche costituisce una parte essenziale del progetto, il quale mira inoltre, sulla base di vari parametri, a misurare in maniera sistematica le ripercussioni sociali del conflitto.

Il partner principale del progetto è il Governo ucraino, in particolare il Ministero per lo sviluppo regionale. I responsabili del progetto collaborano inoltre strettamente con i servizi di emergenza, le autorità locali, le organizzazioni della società civile e i rappresentanti dei media.