La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato per l’economia (SECO) hanno approvato 210 progetti, i cui primi risultati, già visibili, dimostrano quanto possano essere concreti e articolati gli effetti del contributo svizzero.
Interessi svizzeri - Quali vantaggi trae la Svizzera dal contributo all’allargamento?
Il contributo all’allargamento è un contributo svizzero per la sicurezza, la stabilità, la prosperità e la democrazia in Europa. Fa parte integrante di un’efficace politica di difesa degli interessi svizzeri in Europa e accresce il prestigio del nostro Paese all’estero.

Consolidare i rapporti con l’UE
Con il contributo all’allargamento la Svizzera consolida le relazioni bilaterali non soltanto con i nuovi Stati membri dell’UE, ma con l’UE nel suo insieme. Sia l’attuazione degli
accordi bilaterali esistenti, sia la negoziazione di nuovi accordi non sono sempre esenti da difficoltà e presuppongono che entrambe le parti contraenti siano disposte a ricercare soluzioni.
L’efficacia della politica di difesa degli interessi svizzeri in Europa dipende perciò anche dall’immagine di partner affidabile del nostro Paese, e dalla sua disponibilità a condividere gli oneri
legati al processo di trasformazione in atto nell’Europa dell’Est. Per la Svizzera, una proficua collaborazione con l’UE è d’importanza decisiva: circa un franco su tre viene guadagnato dal nostro
Paese grazie agli scambi commerciali con i 27 Stati membri dell’UE.
Con il contributo all’allargamento la Svizzera sostiene anche partenariati consultivi e istituzionali tra autorità, organizzazioni senza scopo di lucro, associazioni nonché interlocutori sociali in
Svizzera e negli Stati partner. La collaborazione promuove lo scambio di conoscenze e di esperienze e la presenza in loco.
Opportunità per l’economia della Svizzera
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1) L’allargamento dell’UE ha procurato molti vantaggi alla Svizzera e le ha aperto grandi possibilità a livello di esportazioni e investimenti. Nonostante il crollo della crescita a
causa della crisi economica e finanziaria del 2009, della crisi del debito nell’UE e del forte apprezzamento del franco svizzero, nel 2012 la Svizzera ha esportato beni per un valore di 6,8 miliardi
di franchi nei dodici nuovi Stati membri dell’UE. Negli anni successivi al primo allargamento a Est nel 2004, gli investimenti diretti svizzeri in questi Paesi sono più che raddoppiati. Ammontano a
circa venti miliardi di franchi.
L’economia e l’industria svizzere beneficiano globalmente dello sviluppo dei mercati in crescita dell’Europa dell’Est. Nei prossimi anni, le necessità di colmare i ritardi – in parte enormi – che
caratterizzano tali mercati, ad esempio sul piano infrastrutturale, verranno soddisfatte in misura sempre maggiore grazie all’aiuto finanziario dell’UE. Il loro potere d’acquisto, in forte crescita,
li renderà mercati interessanti per l’industria svizzera di esportazione (soprattutto di macchine, prodotti farmaceutici e servizi finanziari). Ciò contribuisce a creare e a preservare posti di
lavoro in Svizzera.
2) L’impegno svizzero accresce la visibilità – e di conseguenza anche le opportunità – delle imprese del nostro Paese in occasione di gare di appalto pubbliche, non da ultimo nell’ambito dei Fondi
strutturali dell’UE e del Fondo di coesione dell’UE. A diverse imprese svizzere, piccole e grandi, negli ultimi anni sono stati attribuiti direttamente o indirettamente ordini relativi a progetti
finanziati dall’UE. Da un sondaggio svolto di recente è emerso che negli ultimi anni circa 342 piccole e medie imprese elvetiche hanno ottenuto mandati per un totale di 909 milioni di franchi circa
da progetti finanziati dall’UE nei dodici nuovi Stati membri. I mandati effettivi dai fondi UE a ditte svizzere dovrebbero tuttavia superare di parecchio quest’importo. Considerato che le imprese
svizzere non sono tenute a informare la Confederazione in merito all’aggiudicazione di commesse, non sono disponibili dati statistici a tale riguardo.
3) Fino a fine 2012, nel quadro del contributo all’allargamento, erano stati assegnati a imprese svizzere, consulenti, università, organizzazioni e associazioni mandati di valutazione e
implementazione di progetti per un volume di 70 milioni di franchi. La realizzazione dei progetti implicherà numerose gare di appalto che risulteranno interessanti anche per le imprese
svizzere.
Ridurre la pressione migratoria e i rischi per la sicurezza
L’attuazione di progetti concreti porta a un miglioramento delle condizioni di vita locali nonché del grado di sicurezza e stabilità dei Paesi in questione, consentendo di allentare le
tensioni sociali e di ridurre la pressione migratoria. La povertà e la fragilità delle istituzioni politiche che caratterizzano ancora buona parte delle regioni più periferiche rappresentano un
rischio sul piano politico che, a causa dei movimenti migratori illegali e della criminalità internazionale, interessa direttamente anche la Svizzera.
Contributo alla protezione dell’ambiente
L’inquinamento ambientale oltrepassa i confini nazionali. A tale riguardo, i progetti svizzeri possono dare un valido contributo al risanamento di siti contaminati, al miglioramento
della qualità dell’aria e dell’acqua e alla conservazione della biodiversità.