11.05.2011 - Comunicato stampa
La Svizzera sostiene gli sforzi polacchi alla frontiera orientale dello spazio Schengen
In data odierna l'ambasciatore della Svizzera in Polonia, Bénédict de Cerjat, e il segretario di Stato del Ministero dello sviluppo regionale della Polonia, Adam Zdieblo, hanno firmato il terzo accordo riguardante la gestione dei flussi migratori e la sicurezza delle frontiere dello spazio Schengen. Tre progetti verranno realizzati nell'ambito del contributo svizzero all'allargamento a favore della Polonia.
sociali ed economiche nell'Europa allargata. Malgrado la rapida crescita economica, la prosperità nei nuovi Stati membri dell'UE è relativamente bassa e il divario tra i 15 Stati membri dell'UE è ancora elevato. L'impegno della Svizzera nei confronti dell'UE è un'espressione di solidarietà. Allo stesso tempo, la Svizzera sta ponendo le basi per avere solide relazioni economiche e politiche con i nuovi Stati membri dell'UE.
Standard di
sicurezza elevati alla frontiera orientale costituiscono una questione importante per la Polonia, l'UE e anche per la Svizzera, come i problemi riguardanti ad esempio la sanità e l'immigrazione
illegale che possono incidere sulla sicurezza di tutto il continente europeo. Con la firma odierna, tre progetti dovrebbero contribuire ad aumentare la sicurezza delle frontiere esterne polacche
dello spazio Schengen.
I tre progetti in breve
Il primo progetto è inteso a realizzare una nuova clinica per lo screening sanitario di immigrati che giungono in Polonia dall'Est. Attualmente, l'unica clinica che svolge lo screening sanitario per gli immigrati è situata vicino a Varsavia nel centro del Paese. La nuova clinica sarà ubicata a Biala Podlaska, vicino al valico di frontiera di Terespol, dove approssimativamente l'80 per cento di tutti gli immigrati entra nel territorio polacco. La Svizzera ha stanziato 1,7 milioni di franchi per costruire la struttura e acquistare le attrezzature mediche. Il progetto è stato elaborato in collaborazione con l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e sarà realizzato dall'Ufficio degli stranieri polacco.
Con il secondo progetto si vuole assumere un atteggiamento più rigido riguardo ai passaggi illegali delle frontiere in quattro regioni di confine nella Polonia dell'Est. Con 2,5 milioni di franchi devoluti dal contributo all'allargamento, la Svizzera facilita l'acquisto di 70 veicoli appositamente attrezzati per pattugliare le frontiere. I veicoli permetteranno di intensificare e migliorare la comunicazione tra le autorità doganali di controllo e le guardie di frontiera mobili. Con il progetto si vuole quindi rafforzare la cooperazione tra le autorità doganali svizzere e polacche, sostenendo attività realizzate in comune e lo scambio di conoscenze.
Il terzo progetto mira a coordinare e armonizzare la reazione alle minacce alla sicurezza nazionale polacca. S'intende offrire una formazione per la gestione di crisi gravi ai responsabili polacchi lungo le frontiere orientali per permettere loro di reagire in modo coordinato e armonizzato in caso di crisi. La Svizzera ha stanziato 1 milione di franchi a favore di questo progetto.
I tre progetti summenzionati sono parte di un contributo di 32 milioni di franchi che la Svizzera ha stanziato in Polonia per misure riguardanti la sicurezza alle frontiere, in collaborazione con il Ministero polacco degli interni e dell'amministrazione e il Ministero dello sviluppo regionale.